Torre de Babel

Siamo tutti sulla torre

da http://milanostraniera.wordpress.com/

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TORRE DE BABEL

(Francesco De Gregori – Joaquín Sabina)

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Como un perro que lame
o ladra sin motivo,
como una carta urgente
sin dirección ni sobre,
temprano descubrí
que todos los caminos
que yo elegí desembocaban en la torre
de Babel.
La luna choca contra la pared.

Quiero decir que anduve
lo mismo que cualquiera
en busca de unas manos
que en mitad de la noche,
entre tantos idiomas
el mío comprendieran
por los teléfonos de la torre
de Babel.
En el acuario se deprime un pez.

Laberinto de espejos
callejón sin salida
donde baila el azar
su negro minué
cada vez que la bolsa
sube, baja la vida,
cada vez duele más
la herida de mi piel.

Algún dios aburrido
ideó esta manera
de querer escapar
pero cómo y a dónde
algún diablo alcohólico
hizo que me perdiera
por los túneles de la torre
de Babel
el trapecista empeñó su red.

Barrio Chino del mundo,
bulevar de Sodoma
por qué nadie me dijo:
“chaval escápate”.
No hay billete de vuelta
una vez que se toma
el tren que lleva al apeadero
de Babel.

Todavía queda un viejo
guitarrista que cuenta
a los chicos del barrio
que algunas noches ve
estrellas cancerosas
desde el piso cuarenta
de una colmena de la torre
de Babel.
Del cementerio se escapó un ciprés.

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Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti

NELLA MIA ORA DI LIBERTA’

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c’è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l’aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l’aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un’ora prima
e un’ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l’uscita,
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto…
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto…
ma al vostro posto non ci so stare.
Fuori dell’aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po’ di tempo era un po’ cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po’ di tempo era un po’ cambiato
ma non nel dirmi amore mio,
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual’è il crimine giusto
per non passare da criminali.
Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiam deciso di imprigionarli
durante l’ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un’altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Karma Police

per tutti i ‘dissidenti’, per tutti i ‘diversi’, per tutti i ‘non uguali’….

bella questa interpretazione trovata sul web:

…era riferito a 1984 di george orwell
cioè tutti devono essere uguali e controllati
e se tu ti senti a disagio è colpa tua
infatti nella prima strofa si avvisa la polizia di arrestare un uomo che non ragiona come gli altri
nella seconda strofa si avvisa la polizia di arrestare una donna che ha i capelli strani (o viceversa)
il ritornello dice “questo è tutto ciò che ottiene quando ti metti contro di noi”
e l’ultima strofa dice: ho dato tutto quello che potevo eppure mi sembra sempre che ne vogliate di più.

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KARMA POLICE

Karma police, arrest this man
He talks in maths
He buzzes like a fridge
He’s like a detuned radio

Karma police, arrest this girl
Her Hitler hairdo is
Making me feel ill
And we have crashed her party

This is what you get
This is what you get
This is what you get when you mess with us

Karma Police
I’ve given all I can
It’s not enough
I’ve given all I can
But we’re still on the payroll

This is what you get
This is what you get
This is what you get when you mess with us

And for a minute there, I lost myself, I lost myself
And for a minute there, I lost myself, I lost myself

For for a minute there, I lost myself, I lost myself
For for a minute there, I lost myself, I lost myself
Phew, for a minute there, I lost myself, I lost myself
POLIZIA DEL KARMA

Polizia del karma
arresta quest’uomo,
parla in termini matematici,
ronza come un frigo,
è come una radio mal sintonizzata.

Polizia del karma
arresta questa ragazza,
il suo taglio di capelli hitleriano
mi fa sentire male
e le abbiamo rovinato la festa.

Ecco quello che vi succede,
ecco quello che vi succede,
ecco quello che vi succede,
quando ve la prendete con noi.

Polizia del karma
ho dato quanto ho potuto
non è abbastanza,
ho dato tutto quanto ho potuto
ma siamo ancora sulla lista paga.

Ecco quello che vi succede,
ecco quello che vi succede,
ecco quello che vi succede,
quando ve la prendete con noi.

E per un minuto lì, mi sono perso, mi sono perso.
E per un minuto lì, mi sono perso, mi sono perso.

Per un minuto lì, mi sono perso, mi sono perso.
Per un minuto lì, mi sono perso, mi sono perso.

Il panorama di Betlemme

rieccoci. let’s sing it. ogni notizia una canzone.

segnalatemi notizie, canzoni, testi, interpretazioni. il blog sarà fatto soprattutto con le vostre segnalazioni. per scoprire, imparare, insegnare, riflettere etc etc

la notizia di oggi: ennesimi scontri a Gaza . ancora ancora e ancora morti. uno stillicidio, un calvario, una guerra senza fine.

la canzone di oggi: il panorama di Betlemme (F. De Gregori)

IL PANORAMA DI BETLEMME
Un uomo ferito alla schiena
sulla sabbia si trascina
E sente la terra che chiama
sente la notte che sta per venire
E dice Signore ti prego
lasciami respirare
lasciamo un po’ riposare
prima che devo morire
E dice Signore lo vedi
questa mosca dispettosa
che vola sulla mia schiena
e ancora non si posa

Un uomo disteso per terra
in una terra di frontiera
Che guarda la riva del fiume
che piano piano diventa nera
E dice non era la mia intenzione
rubare l’albero del pane
Ma non sono quel tipo di uomo
che si arrende senza sparare
E adesso ridammi i miei gradi
restituiscimi il comando
Che questa mosca continua a volare
mentre mi sto dissanguando

E intanto le ombre si allungano
e nascondono la spianata
Gli eserciti si riposano
alla fine della giornata
E l’uomo che sta morendo
prova a togliersi gli stivali
E dice Signore le mosche
non dovrebbero avere ali
E dice Signore lo vedi
il panorama di Betlemme
Questo cielo senza riparo
questo sipario di fiamme

Hello world!

cominciamo…primo post, prima canzone: The times they are a changin’, di Bob Dylan.
una canzone di molto tempo fa, un inno generazionale. ma con gli anni non ha perso la sua forza.
the times they are a changin, i tempi stanno cambiando.
questa frase mi sembra di averla gia sentita….c’è un qualcuno che la dice spesso. ecco, allora caro Bersani, questo primo post è dedicato a te e al tuo partito, che in questi anni non ha saputo far niente per cambiare questo paese:
your old road is rapidly aging, please get out of the new one if you can’t lend your hand.
togliti dalle palle!!! avete rotto le palle voi, la vostra sinistra e il vostro vecchiume. via dalla palle tu e tutti quelli che da decenni sono seduti nelle loro poltrone d’oro, quelli che da decenni fanno i loro interessi prima di quelli del paese. via! via! via!

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THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’

Come gather ‘round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You’ll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin’
Then you better start swimmin’
Or you’ll sink like a stone
For the times they are a-changin’.
Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won’t come again
And don’t speak too soon
For the wheel’s still in spin
And there’s no tellin’ who
That it’s namin’.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin’.
Come senators, congressmen
Please heed the call
Don’t stand in the doorway
Don’t block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
There’s a battle outside
And it is ragin’.
It’ll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin’.
Come mothers and fathers
Throughout the land
And don’t criticize
What you can’t understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin’.
The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin’.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin’.

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 I TEMPI STANNO CAMBIANDO

Venite intorno gente
dovunque voi vagate
ed ammettete che le acque
attorno a voi stanno crescendo
ed accettate che presto
sarete inzuppati fino all’osso.
E se il tempo per voi
rappresenta qualcosa
fareste meglio ad incominciare a nuotare
o affonderete come pietre
perché i tempi stanno cambiando.
Venite scrittori e critici
che profetizzate con le vostre penne
e tenete gli occhi ben aperti
l’occasione non tornerà
e non parlate troppo presto
perché la ruota sta ancora girando
e non c’è nessuno che può dire
chi sarà scelto.
Perché il perdente adesso
sarà il vincente di domani
perché i tempi stanno cambiando.
Venite senatori, membri del congresso
per favore date importanza alla chiamata
e non rimanete sulla porta
non bloccate l’atrio
perché quello che si ferirà
sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
c’è una battaglia fuori
e sta infuriando.
Presto scuoterà le vostre finestre
e farà tremare i vostri muri
perché i tempi stanno cambiando.
Venite madri e padri
da ogni parte del Paese
e non criticate
quello che non potete capire
i vostri figli e le vostre figlie
sono al dì la dei vostri comandi
la vostra vecchia strada
sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
se non potete dare una mano
perché i tempi stanno cambiando.
La linea è tracciata
La maledizione è lanciata
Il più lento adesso
Sarà il più veloce poi
Ed il presente adesso
Sarà il passato poi
L’ordine sta rapidamente
scomparendo.
Ed il primo ora
Sarà l’ultimo poi
Perché i tempi stanno cambiando.